Montegabbione Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

02_chiesaE’ stata inaugura nel 1876, poggia sull’antico cimitero e sull’antica chiesa castellana. Alla fabbrica della chiesa contribuirono tutti gli abitanti sia trasportando a braccia ogni domenica gran parte delle pietre occorrenti, sia versando il proprio contributo. Fu costruita nel triennio 1873-1876, su progetto dell’architetto perugino Nazzareno Biscarini utilizzando i cotti della fornace di Francesco Biscarini e Raffaele Angeletti. La chiesa, a tre navate, si eleva sulla sommità della collina di Montegabbione, bella e maestosa, grave e severa nella facciata; è tutta ornata di preziosi lavori plastici in terracotta, eseguiti con gusto squisito e raffinata precisione. Le venti finestre, tra bifore e rotonde, recavano all’origine tutte le vetrate colorate collegate in piombo. L’annesso campanile è stato realizzato in cotto nel 1998, con il contributo di tutta la popolazione. All’interno della chiesa vi sono tre altari, con mensa di pietra, in terracotta: l’altare maggiore, ove svetta un crocifisso a dimensioni naturali, è dedicato all’Assunta; l’altare di sinistra è sovrastato da un dipinto su tela raffigurante La crocifissione di Gesù . Nel quadro, ai piedi della Croce, dove la tradizione vorrebbe la Madre e Giovanni, l’ignoto autore pone tre personaggi cari alla pietà popolare del tempo (XVII o XVIII secolo?): San Giuseppe, padre putativo di Gesù, invocato come patrono dei moribondi (a Montegabbione c’era la Confraternita della Buona Morte); poi San Francesco d’Assisi poiché grande fu l’influsso francescano su queste terre; infine San Biagio, vescovo e martire del IV secolo, invocato come protettore in caso di mal di gola. San Biagio tiene in mano il simbolo del suo martirio: una spazzola di ferro acuminata, simile a quella usata per cardare la lana. Nel dipinto, mentre il padre putativo assiste il figlio nel trapasso, il Poverello abbraccia “sorella morte” e Biagio sembra cogliere un messaggio di salvezza. Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo 6 In fase di restauro si è però scoperto che sotto la figura di San Biagio si nasconde in realtà l’immagine di un cardinale, probabilmente San Carlo Borromeo, mentre sotto la figura di San Giuseppe si cela l’immagine di San Pietro, infatti risulta strana nell’iconografia classica vedere un San Giuseppe con in mano un libro, caratteristica invece dei dottori della chiesa come San Pietro appunto. Inoltre quest’ultimo avrebbe dovuto tenere in mano le chiavi al posto del giglio iconografia classica di San Giuseppe. San Pietro e San Carlo Borromeo sono i soggetti del tipico quadro della controriforma, il movimento interno alla chiesa cattolica avviato dal Concilio di Trento (1545-63) per contrastare lo sviluppo delle dottrine protestanti. Evidentemente ai cittadini di Montegabbione non deve essere piaciuto molto il soggetto di questo quadro ed una mano anonima ha sostituito il cardinale e San Pietro con San Biagio e San Giuseppe. Di speciale pregio artistico è il pulpito, sopraelevato nella navata destra, vero gioiello in cotto, in stile gotico rinascimentale, premiato con medaglia d’argento all’esposizione umbra del 1879. Nel centoventicinquesimo anniversario della fondazione di questa chiesa il Cav. Lodovico Vergari lo fece restaurare “quale atto di ringraziamento al signore e munificio dono al Vescovo di Orvieto-Todi Lucio Grandoni al parroco Giovanni Ermini e a tutto il popolo di Montegabbione. Ottobre 2001.”