Storia di Montegabbione

L’anno di edificazione del castrum di Montegabbione ad oggi non è noto ma è verosimilmente databile tra il X ed il XI secolo periodo in cui alcuni degli insediamenti altomedievali delle nostre zone vennero fortificati. I territori del circondario vennero abitati sin dalle epoche più remote come testimoniano le presenze dei castellieri della Torricella, nelle strette vicinanze di Montegabbione, di Poggio Murale, in prossimità di Montegiove, e di quello di Poggio della Croce a Castel di Fiori, castellieri che dai pochi studi archeologici condotti sono databili all’età del bronzo. Ritrovamenti di epoca etrusca, romana e tardo imperiale sono indicativi della continuità abitativa dei nostri luoghi. E’ proprio sul finire del primo millennio che gli studiosi segnano l’inizio, per motivi ancora non noti se non le ipotesi difensive, dello spostamento della popolazione in punti più alti come le cime delle colline di Montegabbione, Montegiove e Castel di Fiori. Non si ha però notizia certa sulla data di fondazione del castello e del borgo fortificato di Montegabbione ma verosimilmente è da collocarsi al XI secolo. La sua storia dei primi secoli del secondo millennio è strettamente legata a quella della famiglia Bulgarelli, della famiglia Montemarte e più in generale del comune di Orvieto del cui territorio fece parte nel medioevo. Orvieto nella seconda metà del XIII secolo godeva di un ampio territorio sottoposto, il contado, suddiviso in borghi fortificati come Montegabbione presente nel catasto di Orvieto del 1292 con il nume Castrum Montis Guabionis. Nel catasto sono descritte le proprietà fondiarie degli abitanti; più comunemente le persone possedevano terre silvate, vineate, rufinate, cum olivis, cum quercubus, cum arboribus, cioè boschi, vigne, terre scoscese, oliveti, querceti, alberi. In occasione dell’Anno Santo o Giubileo del 1300 indetto dal Papa Bonifacio VIII, furono inviate a Roma truppe dall’Orvietano, per quello che oggi chiameremmo un servizio d’ordine o di polizia dalli Orvietani furono mandati a Roma la cavalleria del Comune per guardia e sicurezza della città e del Papa stesso, e ancora molti fanti dai castelli: Ficulle 100, Monte Gubiano (Montegabbione) 20, Carnaiola 6, Montegiove 6. Nel 1339 fu data a Nerio di nardo di Bulgaruccio, della famiglia Bulgarelli o conti di Marsciano, la custodia dei castelli di Montegabbione e Monteleone con cinquanta soldati esperti.

Per seguire le vicende che legano Montegabbione alla famiglia Bulgarelli ma soprattutto a quella dei conti di Montemarte è necessario rifarsi alle fonti cronachistiche ed alle carte di famiglia. Proprio dall’archivio della famiglia Montemarte viene una bolla di papa Gregorio XI del 1378 nella quale il papa riconoscendo la fedeltà, particolarmente apprezzabile in quei tempi difficili, dei diletti figli di Montegabbione e Monteleone li esorta ad essere ugualmente obbedienti nei confronti di Francesco Montemarte conte di Corbara. In generale la storia montegabbionese della seconda metà del trecento e la prima metà del 1400 è segnata dalle continue lotte di potere che coinvolsero Orvieto e tutto il contado tra i Bulgarelli con i vari rami, i Muffati, i Monaldeschi, i Melcorini, i Montemarte e di volta in volta coloro che appoggiarono per interessi vari le diverse fazioni. Nel 1443 Nicolò Piccinino, capitano che aveva combattuto a fianco di Braccio di Montone, a favore del Papa e della città di Orvieto assedia i castelli di Montegabbione e Monteleone difesi da Ugolino di Montemarte. La riuscita dell’assedio con gli assediati costretti a ritirarsi costringe i Montemarte a lasciare i castelli fino ad allora in loro dominio. La situazione si risolve poco dopo ritornando i dei due castelli in possesso dei Montemarte, insieme ad altri possedimenti orvietani e della possibilità di tornare in Orvieto, in cambio dell’ubbidienza al Papa ed alla Chiesa di Roma. Il possesso dei Montemarte del castello di Montegabbione termina nel 1478 quando papa Sisto IV cede il castello a suo Nipote Bartolomeo della Rovere che nel 1480, con un atto stipulato proprio a Montegabbione, vende il castello ad Orvieto. Da questo momento finiscono per sempre le dipendenze signorili di Montegabbione entrando definitivamente a far parte dei castelli soggetti alla città di Orvieto e se anche rispetto al 1292 le comunità soggette ad Orvieto diminuiscono la città vincola a se i castelli in posizione strategicamente più importanti come Montegabbione. Il XVI ed il XVII secolo videro Montegabbione alle dipendenza di Orvieto e dello Stato Pontificio in un pantano politico da cui si uscì solamente dopo la prima Repubblica Romana e soprattutto dopo l’annessione dei nostri territori all’impero napoleonico nel 1809. Con la caduta di Napoleone, a fronte anche delle richieste interne papa Pio VII diede il via ad una serie di riforme innovative e, cosa più importante, mise fine ai secolari diritti feudali sui comuni. Montegabbione e Castel di Fiori, suo appodiato almeno dal 1824, dipendevano alla giurisdizione feudale del Comune di Orvieto che il 12 novembre del 1816 rinunciava a Benasso, Civitella d’Agliano, Collelongo, Montegabbione, Monteleone, Palazzo Bovarino, Ripalvella, San Venanzo e san Vito. Le successive guerre di indipendenza che portarono all’unità d’Italia videro alcuni volontari partire da Montegabbione per combattere per la causa unitaria. Con il plebiscito del 1860 i 285 votanti montegabbionesi si espressero all’unanimità per l’annessione. Con l’unità d’Italia e precisamente nel 1868 il Comune di Monte Giove venne soppresso e aggregato a quello di Montegabbione. Dopo la prima guerra mondiale con la presa violenta del potere da parte dei fascisti anche a Montegabbione presero il comune di prepotenza e con la violenza strappandolo dalle mani dei socialisti. Con la seconda guerra mondiale e la guerra di liberazione nella penisola il 16 giugno gli inglesi del 5° Reggimento Northamptons, supportato dalla Wiltshire Yeomanry, dalla artiglieria divisionale e dai mortai da 4.2 pollici del 1° Kensingtons, attaccarono Montegabbione. Contro una fiera opposizione dei tedeschi i Northamptons ebbero alla fine la meglio, con un attacco che lo storico divisionale ha descritto come ‘una delle migliori azioni mai combattute dal battaglione’. Gli anni ’50 purtroppo videro un lento spopolamento delle campagne con una forte immigrazione tanto che Montegabbione, insieme a Gualdo Tadino, fu il paese con la percentuale più alta di emigrati. Attualmente una stabilità demografica è data da una componente di persone che ha scelto Montegabbione come meta di immigrazioni: dal flusso dei tedeschi degli anni ’80, fino alle più recenti immigrazioni dai paesi dell’est Europa e dalla Penisola Balcanica. Una lode a queste persone che hanno saputo integrarsi facendo parte con pieno merito alla comunità montegabbionese.