Montegabbione: Madonna delle Grazie

Si racconta che, verso la fine del XV secolo, una ragazza di 15 anni, devotissima della Madonna, scendendo dal paese verso una sorgente ai piedi del colle per attingere acqua, vide all’improvviso una bellissima Donna che, sorridendo, le raccomandò di venerarla pubblicamente in quel luogo. La giovane corse a casa e, timorosa e stupita, raccontò al sacerdote e a tutti l’accaduto. Nessuno le credette. Ritornò al luogo dell’apparizione e riferì alla sconosciuta ma bellissima Signora che tutti la deridevano. “Riempi la brocca con l’acqua della fonte – le disse la Donna – ponila capovolta sulla testa”. Così fece la ragazza, e con sorpresa di tutti non si rovesciò una goccia d’acqua. Questo prodigio convinse il Pievano e gli abitanti del paese, che si recarono a frotte alla sorgente, lodando e pregando la Signora del Cielo, Maria, e invocandola col il titolo di Madonna delle Grazie. Nei pressi della sorgente venne poi innalzata una cappella, più tardi ampliata, diventata nel tempo Santuario di riferimento per tutta la popolazione. In origine misurava pochi metri quadrati, ma nel tempo venne ampliata e modificata, come testimoniano le visite pastorali periodiche, documentate a partire dal 1573. Solo attraverso una loro attenta lettura è possibile ricostruire in parte la storia della Madonna delle Grazie. Essa peraltro non aveva un ruolo di primo piano, se si eccettua quello di Santuario votivo, essendo presenti nel territorio del Comune altre numerose chiese e cappelle. Di notevole interesse artistico l’affresco posto sopra l’altare maggiore rappresenta quello che gli studiosi definiscono “Madonna del latte” cioè una Madonna che allatta il bambino Gesù; si ritiene di poter attribuire il dipinto ad allievi del Perugino. Alcuni monogrammi e croci incise nella cornice in mattoni del portone principale fanno ipotizzare l’uso della chiesa da pellegrini di passaggio nel territorio.