Poggio della Croce

Nel 1987 dopo una scoperta archeologica alcuni giovani di Montegabbione segnalarono la zona del Poggio della Croce. Il Poggio della Croce è un rilievo collinare tra Castel di Fiori e Montegiove, gli scavi effettuati sulla sommità orientale hanno portato alla luce alcune tombe di pietra costruite da lastroni posti sia verticalmente a formare le pareti, sia orizzontalmente per il fondo e la copertura. Finora sono state indagate soltanto tre tombe: una di esse conteneva un solo scheletro umano, un’altra quattro, la terza ben nove individui fra i quali alcuni bambini. Esse sono circondate da un recinto funerario, all’origine coperto con laterizi, la cui soglia ed i gradini di accesso sono tuttora visibili. I reperti più interessanti trovati nella necropoli sono: cinque monetine bronzee piuttosto deteriorate a corredo della prima tomba; nella seconda sono stati rinvenuti frammenti di un’olla in ceramica grezza grigiastra con relativo coperchio ed una lucerna frantumata con disco decorato a petali e croce sul beccuccio, che fa datare questi reperti al V e VI sec. d.C.; nella terza tomba sono venuti alla luce un orecchino bronzeo ad anello, delle monetine e frammenti di lucerna simili alle precedenti. A poca distanza dalla necropoli, sulla vetta occidentale del poggio vi è un ampio recinto circolare formato da pietre classificato come castelliere utilizzato già dall’età del bronzo. Ci sono altri castellieri nel territorio di Montegabbione in collegamento visivo tra loro: in particolare quelli della Torricella (Piazzone) a Montegabbione, di Poggio Murale preso Montegiove e del citato Poggio della Croce. I castellieri erano recinti fortificati, che sorgevano in genere in cima alle colline ed erano distribuiti a catena in modo tale da controllare vaste zone e da dominare le vie di comunicazione. I castellieri più conosciuti e studiati si trovano nel nord Italia e possono risalire, secondo alcuni esperti, alla fine dell’Età del Bronzo o della prima Età del Ferro, comunque non oltre l’epoca protostorica. I recinti fortificati potrebbero essere stati abbandonati dagli uomini primitivi quando il miglioramento delle condizioni ambientali e l’evoluzione della pastorizia verso l’agricoltura favorirono l’insediamento nelle pianure circostanti. Sui castellieri si tornò ad abitare nel periodo etrusco-romano e nell’alto medioevo per scopi soprattutto difensivi. Il recinto fortificato sul Poggio della Croce, l’unico indagato dalla Soprintendenza di quelli del territorio, appare come un enorme accumulo di pietre. Tuttavia la sua forma circolare si lascia già chiaramente identificare come interessante documento archeologico. Gli studi condotti hanno evidenziato che si tratta di un recinto del diametro di 25 m, con muri di pietra calcarea sovrapposta a secco per uno spessore di circa 4 m e con un’altezza presumibile di 7/8 m sul lato orientale si allungano due muri ad emiciclo con un caratteristico andamento a tenaglia. L’accesso al recinto, largo circa due metri, si apre a destra in direzione della necropoli, cui forse era congiunto da una strada lastricata ancora in parte visibile.