Castel di Fiori: San Michele Arcangelo

La scultura è una copia del San Michele collocato in un’edicola sopra il portale del Santuario al Gargano, a sua volta ispirato alla statua della grotta del luogo sacro, fatta realizzare per volontà di Ferdinando il Cattolico che, nel 1507. L’Arcangelo di Castel di Fiori, come quello pugliese, è l’Angelo guerriero con il braccio destro alzato in atto di colpire con la spada, oggi distrutta, il demonio che trattiene a terra con il piede sinistro. Sulla parte inferiore del piedistalli corre la data 1937 e la scritta: QUIS/UT/[DEU]S/SANCTE MICHAEL/ARCANGELE DEFENDE/NON SIN PROELIO/UT NON TE PE[REA]MUS/IN T[R]EMENDO IUDICIO Si tratta della formula ridotta della preghiera a San Michele istituita da papa Leone XIII (1878-1903) come prologo all’esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli, inclusa nel Rituale Romanum del 1903, che doveva essere recitata al termine della messa dopo una preghiera alla Madonna. Sulla parte posteriore sono incisi il materiale, ROCCIA MONTESANTANGELO, e il nome dell’artista, PERLA MICHELE SCULTORE. Michele Perla, morto negli anno ’80 del XX secolo, è l’ultimo degli “statuari” o “sammichelari”, artisti dell’immagine del Santo che ebbero il privilegio da parte di Ferdinando I d’Aragona nel 1475 di essere i soli a poter scolpire in tutto il Regno di Napoli le statue dell’Arcangelo.